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LA SCUOLA DI PSICOTERAPIA

La scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve strategica, fin dalla sua fondazione, nel 1988, è stata improntata alla metodologia del learning by doing, ovvero, imparare facendo.
Il percorso, di carattere decisamente applicativo-addestrativo, privilegia l’esperienza diretta di trattamento di casi clinici e l’apprendimento per addestramento delle strategie per il cambiamento e della comunicazione terapeutica. Tutto questo nel contesto concreto della psicoterapia.

Riceverai una formazione effettuata nel contesto concreto della psicoterapia, anziché in contesti artificiali di narrazione o di sola simulazione della terapia. Una vera scuola di psicologia, con reali pazienti su cui applicare efficacemente il modello psicoterapeutico della scuola del Prof. Nardone.

Riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ( MIUR – D.M. 20/11/2000), la scuola ha anche sottoscritto un protocollo di intesa con l’Ordine degli psicologi della Toscana.  Al termine della Scuola di Specializzazione Quadriennale in Psicoterapia Breve Strategica a sarà rilasciato il diploma che abilita all’esercizio dell’attività psicoterapeutica ai sensi dell’art. 3 della legge n° 56 del 18.02.1989.

L’abilitazione alla professione di psicoterapeuta è equipollente a quella delle scuole di specializzazione universitarie ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici (Ddl 4732 approvato il 3 novembre 2000), per gli inquadramenti di: psicologo per la disciplina di Psicoterapia e Medico o psicologo per la disciplina di Psicoterapia.

Vieni a trovarci all’Open day o richiedi informazioni e partecipa alle selezioni per la scuola di Psicoterapia del Centro di Terapia Breve Strategica. Il numero di iscritti ammessi è limitato, compila la domanda di partecipazione. Non perdere la tua occasione di diventare psicoterapeuta breve strategico.

Date partenza anno accademico
Gennaio/Febbraio 2021

Date esami di ammissione
Da concordare ad hoc con il candidato/a

Frequenza
2 giorni al mese (durante il week end)

Sedi
Arezzo e Firenze

Nardone Giorgio foto

PROF. GIORGIO NARDONE

Direttore della Scuola

Giorgio Nardone, principale docente della scuola è il fondatore del Centro di Terapia Strategica  di Arezzo. Il centro fondato insieme a Paul Watzlawick, (di cui Nardone è allievo ed erede riconosciuto) dove svolge la sua attività di Psicoterapeuta. Oggi è considerato, a livello internazionale, la figura di maggior spicco della tradizione della scuola di Palo Alto.

Giorgio Nardone è riconosciuto tanto per la sua creatività che per il suo rigore metodologico. Sintesi questa tra “l’artista” e lo “scienziato” che gli ha permesso di creare decine di innovative tecniche terapeutiche e di formulare protocolli di trattamento specifico alcuni dei quali veri e propri “best practice” della psicoterapia come nel caso dei disturbi fobici ossessivi e compulsivi e dei disordini alimentari.

Le sue formulazioni teoriche applicative sono ritenute una vera e propria “scuola di pensiero” a cui si ispirano studiosi e professionisti in tutto il mondo.
Da decenni tiene conferenze e seminari specialistici e ha presentato sino ad ora il suo lavoro in oltre 36 paesi nel mondo.

PARLANO DI NOI

COSA DICONO DI NOI GLI STUDENTI

Il Centro di Terapia Strategica

Il Centro di Terapia Strategica di Arezzo è l’istituto di ricerca, training e psicoterapia fondato nel 1987 da Giorgio Nardone e Paul Watzlawick.

E’ anche sede della Scuola di Specializzazione post-laurea per Medici e Psicologi in Psicoterapia Breve Strategica (Brief Strategic Therapy Giorgio Nardone’s Model) riconosciuta ufficialmente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), per il rilascio del titolo di Psicoterapeuta.

L’Istituto fu fondato con l’obiettivo di far evolvere il modello del Mental Research Institute di Palo Alto (Brief Therapy) in direzione di una più avanzata tecnologia terapeutica che permettesse maggiori risultati a livello di efficacia e di efficienza dei trattamenti e lo rendesse adattabile alle differenti culture e calzante, grazie a strategie e stratagemmi costruiti “ad hoc”, alle più importanti forme di psicopatologia.

Questo progetto iniziale si è consolidato in oltre 30 progetti di ricerca realizzati che hanno condotto alla messa a punto di altrettanti originali protocolli terapeutici che rappresentano, attualmente, in molti casi, il best practice del settore.

In questo modo, il modello originario che si applicava indifferentemente a tutte le forme di disturbo è divenuto un modello differenziato che fa calzare le soluzioni terapeutiche alle diverse persistenze psicopatologiche.

Presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo sono stati trattati direttamente da Giorgio Nardone o sotto la sua supervisione oltre 25.000 casi di pazienti provenienti da tutto il mondo;

La maggioranza di queste terapie sono state videoregistrate e compongono il più importante archivio di casi clinici esistente nel campo della psicoterapia. Dagli studi effettuati sul campione emerge una efficacia generale del modello pari all’ 89% dei casi e una efficienza pari ad una durata media delle terapie di 7 sedute. Inoltre, l’efficacia differenziale mostra come per alcune psicopatologie il Modello spicchi ancor di più nei risultati.

Il tutto ha reso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo il punto di riferimento mondiale per la psicoterapia breve strategica e la comunicazione orientata al cambiamento.

Il modello clinico

L’approccio breve strategico alla terapia è evidence based (Szapocznik et al., 2008) ed è riconosciuto come best practice per alcune importanti psicopatologie.

Il modello, formulato da Paul Watzlawick ed evoluto da Giorgio Nardone (Brief strategic therapy, Giorgio Nardone Model), oltre ad essere empiricamente e scientificamente validato (Nardone, 2015; Pietrabissa, Gibson, 2015; Nardone, Salvini, 2014; Castelnuovo et al., 2011; Watzlawick, 2007; Jackson et al. 2018) nell’arco di oltre 25 anni, ha portato, come testimoniano le numerose pubblicazioni da questo scaturite, (vedi bibliografia ragionata), alla formulazione di protocolli evoluti di terapia breve, composti di tecniche innovative costruite ad hoc per sbloccare le particolari tipologie di persistenza proprie delle più importanti patologie psichiche e comportamentali.

Fin dal primo incontro con il paziente il modello è orientato al cambiamento, non si utilizza, infatti, una procedura classica di diagnosi bensì una tecnica evoluta di diagnosi-intervento: il dialogo strategico.

Questo protocollo per condurre il primo colloquio permette di trasformare, attraverso una sequenza di specifiche tecniche (domande strategiche, parafrasi ristrutturanti, formule evocative e le finali prescrizioni), in un processo di ricerca-intervento che conduce paziente e terapeuta alla scoperta congiunta del “come” il problema funziona e del “come” può essere risolto.

Sulla base di ciò, alla fine della prima seduta vengono prescritte le indicazioni terapeutiche calzanti al disturbo presentato. Al successivo colloquio verranno valutati gli effetti prodotti sia dal dialogo terapeutico che dalle prescrizioni da mettere in atto.

A seconda degli esiti si procede alle fasi successive del modello se questi sono stati positivi, altrimenti si analizza ciò che non ha funzionato, riaggiustando il tiro della terapia sulla base delle risposte alle manovre applicate.

Il focus di una psicoterapia breve strategica è la ristrutturazione e il cambiamento delle percezioni rigide del paziente che inducono alle sue reazioni patologiche. Per realizzare ciò, l’intervento è orientato a interrompere il circolo vizioso tra i tentativi di soluzione fallimentari messi in atto dal paziente che alimentano il disturbo e la sua persistenza sostenuta proprio da tali controproducenti reazioni. Pertanto si dovranno sostituire le disfunzionali “tentate soluzioni” con altre in grado di rompere l’equilibrio patologico e trasformarle in sane e funzionali.

Strategie e stratagemmi terapeutici calzati alla situazione problematica ed alla specifica forma di espressione del disturbo. Come già riferito copioso è il numero di tecniche terapeutiche messe a punto e formalizzate da Giorgio Nardone e dai suoi collaboratori che coprono la maggioranza delle forme di patologia che si incontra in psicoterapia.

Parallelamente a queste strategie e stratagemmi sono state sviluppate negli anni particolari forme di comunicazione terapeutica, capaci di aggirare le resistenze al cambiamento tipiche di ogni sistema umano, in particolare la comunicazione “performativa”, il linguaggio che fa ‘sentire’ oltre che capire e la comunicazione ‘ingiuntiva’, ovvero il linguaggio suggestivo per prescrivere azioni o pensieri a cui il paziente usualmente si opporrebbe.

Questo è ciò che Paul Watzlawick definiva “ipnoterapia senza trance”.

Se l’intervento terapeutico produce gli effetti desiderati, si procede alla fase di consolidamento di questi attraverso un processo di ridefinizione dei cambiamenti realizzati e delle risorse e capacità che il paziente ha dimostrato di poter mettere in gioco.

Il tutto con l’obiettivo di guidarlo alla conquista della completa autonomia ed indipendenza personale. A tal scopo anche ogni tecnica utilizzata viene delucidata in modo tale che l’ormai ex paziente possa farne tesoro per il suo futuro.

Il percorso formativo comprende, in linea con quanto disposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), ore teoriche, ore pratiche, esercitazioni, esame di casi di studio, ore di studio individuale. Tale attività viene svolta sempre sotto la supervisione del Comitato Scientifico ed è guidata dal corpo docente.

La Scuola di specializzazione in Psicoterapia Breve strategica, basandosi sul presupposto del learning by doing, è strutturata prevalentemente sul lavoro applicativo, con la maggior parte delle ore dedicate, dopo una prima formazione teorica, allo studio di videotape e alla reale pratica clinica.

PRIMO BIENNIO

Oltre alle ore dedicate agli insegnamenti teorici di base, nei primi due anni il lavoro è prevalentemente incentrato sullo studio, insieme al docente, di videotape riguardanti terapie portate a termine dalla prima all’ultima seduta su singole patologie. Per ogni caso si analizza seduta per seduta la comunicazione, la relazione e la tecnica utilizzata per il trattamento e la risoluzione del caso.

Peculiare attenzione verrà posta alla tecnica del colloquio clinico che in terapia breve strategica è al contempo diagnosi ed intervento, poiché in grado, già in prima seduta, di modificare e ristrutturare la percezione della persona rispetto al proprio problema.

SECONDO BIENNIO

Successivamente, durante il terzo e quarto anno ogni allievo avrà la possibilità di seguire, in co-terapia insieme a Giorgio Nardone, dai tre ai cinque pazienti e potrà osservare attraverso il circuito chiuso di telecamere le terapie svolte dal Direttore della Scuola così da poter entrare nel vivo della propria professione.
I casi seguiti e portati a termine saranno l’oggetto dell’elaborazione finale delle tesi di Specializzazione.

DURATA DEL CORSO E FREQUENZA

La scuola di specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica ha una durata di 4 anni.
L’inizio dell’anno accademico è a Gennaio e termina a Dicembre, intervallato da una pausa estiva di un mese.

Le lezioni sono organizzate durante il fine settimana, due lezioni al mese di sabato o di domenica più un week end intero (sabato e domenica) ogni due mesi, in modo da permettere la frequenza a coloro che sono impegnati professionalmente, durante la settimana.

È richiesta una frequenza minima pari al 70% delle ore complessive.

Per l’ammissione alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica è richiesta la Laurea in Psicologia o in Medicina e Chirurgia e l’iscrizione ai rispettivi Albi Professionali. Possono essere ammessi anche i laureati non ancora iscritti ai rispettivi Albi, che superino l’esame di stato nella 1° sessione successiva all’inizio del corso.

Per l’ammissione è richiesto un giudizio di idoneità formulato sulla base di una prova scritta ed un colloquio volti ad accertare le motivazioni, la maturità psicologica del candidato e l’attitudine personale all’apprendimento dell’approccio strategico alla terapia.

ESAME DI AMMISSIONE

Per iscriversi è necessario superare l’esame di ammissione previsto in prima sessione alla fine di novembre o a gennaio, prima dell’inizio di ogni anno accademico, presso la sede del Centro di Terapia Strategica p.zza S. Agostino, 11 Arezzo.

Le domande di ammissione all’esame, scaricabili dalla seguente pagina, dovranno pervenire a mezzo di raccomandata postale entro e non oltre una settimana prima dalla data d’esame, insieme ai seguenti documenti:

  • Certificato di laurea, con elenco degli esami sostenuti, (da inviare successivamente in caso di laureandi)
  • Certificato di iscrizione all’ordine degli Psicologi o dei Medici (o dichiarazione di poter sostenere l’esame di Stato entro la prima sessione utile e d’essere consapevole che in tal caso l’ammissione eventuale avverrà con riserva).
  • Un curriculum, titoli di studio, scientifici e di lavoro documentati
  • Due foto tessera e copia di un documento di identità.

I posti disponibili verranno assegnati secondo il risultato dell’esame.

QUOTA DI ISCRIZIONE

4,200 euro per anno (possibile rateizzazione da concordare al momento dell’iscrizione).

Per informazioni:
Riccardo Falsetti
Responsabile Commerciale

Tel: 392/5588548
Email: info@centroditerapiastrategica.com

TESTI DI RIFERIMENTO CONSIGLIATI PER LA PROVA DI AMMISSIONE

RICERCA E PUBBLICAZIONI

I NOSTRI OPEN DAY

Il Centro di Terapia Strategica apre le proprie porte ai laureati in Psicologia e Medicina che desiderano conoscere il percorso quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica (Brief Strategic Therapy, Giorgio Nardone’s Model).

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Perché iscrivermi a una Scuola di Psicoterapia

 

 

Considerazione n°1 (etica)

Aiutare gli altri è il lavoro più bello del mondo, ma bisogna saperlo fare.
La maggior parte delle persone che scelgono di diventare psicologi sono mossi da un grande desiderio di contribuire al benessere degli altri, aiutare persone in difficoltà, esercitare empatia e solidarietà. Ma tutto questo, ahimè, non basta per essere di aiuto. La grande motivazione che sta alla base della scelta di essere uno “psy” serve a ben poco se non è supportata da abilità specifiche e apprendimenti tecnici sul “come farlo”.

Tutti aspetti questi che, purtroppo, non vengono forniti nel corso dei 5 anni di studi universitari. Diventa quindi indispensabile per il giovane laureato prevedere una reale formazione post-universitaria che gli fornisca gli strumenti indispensabili per svolgere al meglio la propria professione. E non esiste formazione più completa di quella fornita da una buona scuola di specializzazione.

Considerazione n°2 (economica)

Aiutare gli altri è il lavoro più bello del mondo, ma in quanto lavoro devi poterci vivere.
Il numero di laureati in psicologia è in continuo aumento e, purtroppo, lo è anche quello dei giovani psicologi che finiscono per svolgere lavori sotto qualificati o che niente hanno a che vedere con il loro percorso di studi. Purtroppo di sola “diagnosi” e “riabilitazione psicologica” non si vive: troppa concorrenza, politiche sanitarie e sociali inadeguate, e tante altre ragioni che esulano da questa trattazione.

Se un laureato in psicologia vuole vivere del proprio lavoro ha bisogno di un titolo riconosciuto e di una chiara collocazione nel mondo del lavoro. La figura dello psicoterapeuta è ormai ampiamente riconosciuta e sempre più persone cercano un aiuto di questo tipo in alternativa a quello di tipo farmacologico. Insomma, di psicoterapia si può vivere e anche bene, facendo il lavoro per cui hai studiato e che ami con efficacia e soddisfazione.

Considerazione n°3 (strategica)

Aiutare gli altri è il lavoro più bello del mondo, ma hai bisogno di strumenti concreti ed efficaci per farlo.
Molti giovani psicologi privilegiano percorsi post lauream brevi, come i master, spesso per l’esigenza o l’illusione di risparmiare tempo e denaro. In realtà, il master scelto come alternativa alla scuola di psicoterapia rappresenta solo apparentemente un risparmio, perché non fornisce né una preparazione analoga a quella di una scuola (e in questo mondo bisogna essere molto preparati se si vuole lavorare) né il titolo necessario per distinguersi dagli altri. Meglio quindi “partire dopo per arrivare prima”, scegliendo una scuola di specializzazione che fornisca strumenti concreti ed efficaci per svolgere bene la professione.

Ecco allora che anche la scelta del tipo di scuola di specializzazione è fondamentale. Dopo un percorso universitario vissuto tutto sui libri, è indispensabile che la scuola di psicoterapia prevede una formazione “su campo”. Una scuola che consente agli allievi di vedere reali terapie (possibilmente dal vivo o almeno in video), di poter entrare in co-terapia con un terapeuta esperto, di avere reale interazione con i pazienti, permette di acquisire quegli strumenti e abilità che nessuna lettura di libri può garantire.
Le parole sono strumenti terapeutici potenti (e pericolosi) quanto un bisturi, non basta leggere un libro su come usarle per saperlo fare.

Affiancare ai 5 anni di università altri 4 anni di sola teoria vi farà ottenere il titolo di psicoterapeuta, ma non vi metterà in grado di concorrere in maniera vincente nel mondo del lavoro. Al momento della scelta della scuola di specializzazione, quindi, pretendente di sapere come è organizzato il percorso formativo dei 4 anni, partecipate agli open day che la maggior parte delle scuole oggi organizzano, parlate con gli allievi e gli ex allievi, in modo da essere sicuri di star scegliendo un percorso realmente qualificante.

Considerazione n°4 (squisitamente personale)

Aiutare gli altri è il lavoro più bello del mondo.
Fare una scuola di psicoterapia è una esperienza intensa, bellissima, arricchente. Chi esce da una scuola di psicoterapia senza esserne stato profondamente trasformato o ha sbagliato scuola, o non ha imparato niente.
Dai miei 4 anni di scuola di specializzazione in psicoterapia non ho portato via solo la passione e le competenze con cui da quasi 20 anni svolgo il mio lavoro, ma anche le relazioni di amicizia più importanti della mia vita, la voglia di continuare a studiare e formarmi, il desiderio di migliorarmi costantemente.

Grazie a quei 4 anni ho imparato a fare il lavoro più bello del mondo, quello che auguro a ognuno di voi di poter fare perché, come diceva Confucio, “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita”.

Roberta Milanese (Psicologa-Psicoterapeuta, Specialista in Psicoterapia Breve Strategica.

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