Conferenza – La patologia ossessiva compulsiva e l’ossessione demoniaca

Lucca - 25/09/2018

«Ossessione» deriva dal latino «obsidere», e designa l’assediare una città o una fortezza. La città assediata è una metafora calzante per descrivere il mondo soggettivo di chi è vittima di ossessioni, il quale si sente letteralmente assediato da una forza che cerca di prendere il controllo di mente e corpo, costringendolo a pensare cio’ che non vorrebbe pensare o a compiere azioni che non vorrebbe compiere.

Ossessioni e compulsioni sono fenomeni normali e frequenti che s’incontrano quasi di regola nella vita psicologica delle persone. I dati riportano che il 90% degli adulti ha sperimentato pensieri intrusivi con contenuti del tutto simili a quelli delle ossessioni cliniche, almeno in qualche momento della vita.

L’aspetto propriamente patologico deriva, invece, dalle conseguenze cui possono dar luogo e da cio’ che di solito si fa, senza successo, per risolverle. Come si vedrà, parlare di ossessioni implica il chiaro riconoscimento di meccanismi mentali e interazionali nella genesi del disturbo.

Inoltre, il termine ossessione è talvolta usato come equivalente a quello di possessione diabolica per indicare il supposto controllo di un corpo o di una mente esercitato da un potere spirituale esterno. Per la Chiesa è estremamente importante discernere la patologia dai fenomeni diabolici straordinari. Al riguardo è bene precisare che se una persona è affetta da disturbi psichici, praticare preghiere di esorcismo non solo sarebbe puramente illusorio e dannoso ma renderebbe ambiguo il significato e il ruolo di tali preghiere.

Gli incontri sono gratuiti e aperti anche al largo pubblico e non è necessario iscriversi o prenotarsi


  • LUCCA (Settembre Lucchese): 25 Settembre 2018, ore 21.00 – Palazzo Ducale, Piazza Napoleone (LU)
    Relatori:
    Giorgio Nardone
    Padre Raffaele Talmelli
    Padre Guidalberto Bormolini

    Introduce: Emanuela Giannotti (Psicoterapeuta Ufficiale del Centro di Terapia Strategica)

La conferenza nasce, inoltre, con l’obiettivo di  supportare la raccolta fondi presa a cuore dall’associazione onlus Amici di Maciano per il recupero, il restauro, la manutenzione e la valorizzazione del Convento di S. Maria dell’Olivo. La finalità è di rendere questo luogo accessibile, fruibile ed utilizzabile quale patrimonio della comunità. Infatti, riconosciuta come monumento di importante interesse storico e artistico, S. Maria dell’Olivo a Maciano è tra i complessi religiosi, storici e architettonici più importanti dell’intera alta Valmarecchia.

Attualmente, il convento appartenente a questo complesso continua a essere inutilizzato, rischiando di rimanere un antico gioiello in rovina (per vederlo clicca qui).
La storia di questo complesso inizia tra gli anni 1524 e 1529, a seguito dell’apparizione della Madonna richiedente una chiesa a lei dedicata in quel punto.

Realizzata la richiesta, accanto a questo santuario i Frati Francescani costruirono un grande convento, da loro presieduto e animato fino al 1955. Da quella data vi è stato un inarrestabile deterioramento, per il quale nei primi anni Duemila si è intervenuti con i fondi europei disponibili ma non sufficienti (la ristrutturazione ha investito solo la chiesa e una parte del convento).
A seguito dell’ulteriore crollo nel 2012 è stato lanciato un appello comunitario che ha portato alla creazione dell’associazione degli Amici di Maciano.

Nella regola di San Benedetto è scritto che il monaco vive del suo lavoro, e così abbiamo fatto fino ad ora e così continueremo a fare. Tuttavia la straordinarietà di questo progetto non è sostenibile con le nostre sole forze”.

Se vuoi aiutare a far rinascere il gioiello e condividerne il patrimonio artistico culturale assieme ai relatori delle conferenze e agli Amici di Maciano, ci sono due modalità:

  • tramite Bonifico bancario al c/c dell’Associazione Amici di Maciano Onlus: IBAN: IT68 O088 8572 0520 0000 0201 978;
  • destinando, da maggio 2018, il 5 per mille dalla dichiarazione dei redditi: C.F.: 91166280403


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